Pulici e Agroppi avevano già capito dove stava andando il calcio
In due interviste uscite lo stesso giorno, Pulici e Agroppi denunciarono l’esplosione del business nel pallone. E avevano visto giusto
Non servono presentazioni. Uno è “Puliciclone”, l’altro è “Cotenna”: due icone senza tempo del Toro, anche se il loro rapporto, da giocatori granata, si è interrotto sul più bello: nel 1975. Poi avrebbero festeggiato entrambi lo scudetto del 16 maggio 1976, ma in modi diversi: Pulici da trascinatore, capocannoniere con 21 reti; Agroppi da giocatore del Perugia, anche se assente in quell’atto finale con la Juventus, deciso da Curi. Un altro split screen il 9 luglio 2001, quando curiosamente entrambi finiscono sulle pagine dei giornali. Lo stesso giorno: Aldo Agroppi su l’Unità, Pulici su La Stampa, in una coincidenza che trasuda granatismo. Inutile dirlo: mai banali, come sempre. Quell’estate segna un punto di non ritorno per il calciomercato, l’ultimo misurato in lire e non in euro. Zinedine Zidane ne è il protagonista: dalla Juventus si trasferisce al Real Madrid per 150 miliardi, circa 77 milioni di euro al cambio. Una…


