Abate prima di Torino-Udinese: «Voglio 24 frecce allineate. I punti sono vitali»
La sosta è finita, il Toro torna in campo e Ignazio Abate ha le idee piuttosto chiare: bene il lavoro, bene i progressi, ma adesso servono punti. Alla vigilia della sfida con l’Udinese, il tecnico granata si presenta con una rosa finalmente quasi al completo e soprattutto con qualche alternativa in più.
«La sosta è stata molto utile, abbiamo potuto aumentare i carichi di lavoro degli ultimi arrivati». Bragança e Belgali sono cresciuti fisicamente, così come Adams, mentre l’unico da valutare è Fortini, alle prese con un problema di pubalgia.
E con più giocatori a disposizione torna anche il tormentone tattico delle ultime settimane: difesa a quattro e due punte? Abate non si sbilancia, ma questa volta sembra esserci qualcosa di più concreto. «Le due punte sono un’opzione importante, anche per lunedì». Molto dipenderà dalla condizione degli attaccanti: Simeone e Kulenovic hanno i novanta minuti nelle gambe, mentre Zapata, pur avendo lavorato con continuità, deve ancora ritrovare brillantezza.
Insomma, le possibilità aumentano. E magari è arrivato il momento di vedere un Toro un po’ meno innamorato del pallone e più interessato alla porta avversaria.
Lo ammette anche Abate, tornando sul primo tempo di Bologna: «Abbiamo avuto tanto controllo del gioco, ma siamo stati poco pericolosi». Il possesso, da solo, serve a poco se poi non si attacca la profondità e non si riempie l’area. È proprio su questo che il tecnico ha insistito durante la pausa, chiedendo maggiore continuità e soprattutto più concretezza negli ultimi metri.
Intanto cresce la concorrenza, e non è necessariamente una cattiva notizia. Casadei è recuperato, ma dovrà sgomitare per conquistarsi il posto. Oristanio, invece, ha convinto Abate per come ha reagito alle difficoltà iniziali: «Voglio giocatori così, che dimostrano di voler stare al cento per cento nel Torino».
Anche Vlasic potrebbe convivere con le due punte, a patto che tutti facciano la propria parte. «Bisogna pedalare in undici e difendere in undici», chiarisce il tecnico. E per chi sperava in qualche anticipazione sulla formazione, arriva una risposta che lascia aperta qualsiasi possibilità: «Non ho titolari, ho 24 titolari».
Di fronte ci sarà un’Udinese fisica, intensa e abituata a lavorare da tempo con lo stesso allenatore. Una squadra da prendere con le molle, ma senza troppi timori reverenziali.
Perché Abate, questa volta, vuole soprattutto vedere la fame dei suoi giocatori: «Abbiamo bisogno di 24 frecce allineate, con il veleno giusto in corpo. Tutti devono pensare al noi e non all’io».
E poi c’è quella frase che forse racconta meglio di tutte il momento granata: «Giochiamo con una maglia pesante, in una piazza prestigiosa, per un popolo. I punti sono vitali».
Il messaggio è arrivato. Adesso, caro Toro, sarebbe bello vederlo anche in campo lunedì sera.


