Abate dopo Bologna-Torino: «A quattro abbiamo qualcosa in più». E sul rigore: «Si commenta da solo»
Un primo tempo con tanto possesso ma poca sostanza, poi un Toro decisamente più vivo, verticale e pericoloso. Ignazio Abate esce da Bologna con qualche rimpianto, ma anche con indicazioni che potrebbero pesare parecchio nelle prossime settimane.
A partire dal possibile rigore su Oristanio, sul quale il tecnico sceglie poche parole, ma piuttosto chiare: «Non lo commento. Si commenta da solo, credo che l’abbiate visto tutti».
Abate preferisce però parlare del suo Toro. E qui la differenza tra primo e secondo tempo è stata evidente. Prima tanto palleggio, ma spesso fine a se stesso, poca profondità e pochi uomini dentro l’area. Dopo l’intervallo, invece, la squadra ha alzato il baricentro e con le due punte ha trovato finalmente più peso davanti.
«Nel complesso abbiamo fatto una buonissima partita e un ottimo secondo tempo». Il tecnico non accetta però che si parli di atteggiamento sbagliato nella prima frazione: secondo lui il Toro era partito bene e ha concesso poco a un Bologna di qualità. Il limite è stato piuttosto trasformare il possesso in pericolosità.
Difesa a quattro e due punte: forse qualcosa si muove
Ed eccoci al punto più interessante. Abate non si nasconde: «Io amo la difesa a quattro, giocherei sempre a quattro».
Non è ancora una promessa di rivoluzione, perché molto dipenderà dagli uomini a disposizione. Zapata è indietro dopo aver saltato il ritiro e continua ad avere problemi al ginocchio, mentre Adams è fuori per infortunio. Ma con Kulenovic e Simeone insieme il Toro ha avuto maggiore presenza in area e più possibilità di attaccare in verticale.
E soprattutto Abate ammette una sensazione che potrebbe diventare importante: «A quattro abbiamo qualcosina in più per caratteristiche».
La sosta servirà proprio per lavorarci e capire quale possa essere l’“abito” migliore per questa squadra.
Una panchina che finalmente dà risposte
C’è poi un altro segnale che Abate si porta volentieri a Torino: chi entra cambia spesso la partita.
È successo anche a Bologna con Kulenovic, Oristanio, Ilkhan e Patterson, mentre Belgali ha dato ancora una volta buone indicazioni. Il problema è che molti dei nuovi devono ancora mettere benzina nelle gambe.
«Devono alzare i giri del motore», sintetizza Abate.
La buona notizia è che, nonostante il Toro sia praticamente sempre andato sotto in questo avvio di campionato, non ha mai mollato. «Siamo sempre rimasti aggrappati alla partita con voglia, qualità e grande determinazione».
Ora la sosta può aiutare davvero
Il Toro, insomma, continua ad avere difetti evidenti. Anche a Bologna è bastato mettere fuori la testa dopo un buon avvio per prendere un gol che Abate definisce «banale».
Ma questa volta dalla partita arriva anche qualche risposta.
La doppia punta ha dato più peso, la difesa a quattro sembra piacere parecchio ad Abate e i nuovi stanno crescendo.
Adesso arriva la sosta. Tempo prezioso per recuperare condizione e lavorare sulle alternative.
E chissà che il Toro che ritroveremo alla ripresa non abbia quattro difensori e due punte.


