Abate fa scudo al Toro: «Criticate me, non i ragazzi». E a Bologna ora servono punti
Il Toro cresce, Abate ci crede. Adesso, però, sarebbe anche il momento di raccogliere qualche punto. Alla vigilia di Bologna-Torino il tecnico granata non nasconde i problemi, ma manda soprattutto un messaggio: giù le mani dai suoi ragazzi.
«Una cosa sono le critiche, che sono legittime, un’altra gli attacchi ineleganti. Quelli non li accetto». E il riferimento va soprattutto a Perri, finito nel mirino dopo gli ultimi errori.
Abate non cerca scuse, anzi. Gli errori individuali ci sono stati e vanno ridotti, anche perché il Toro in quattro partite si è sempre ritrovato a rincorrere. Ma il tecnico ricorda che diversi giocatori sono arrivati da poche settimane e devono ancora adattarsi a un nuovo campionato, una nuova città e un nuovo modo di giocare.
Insomma, il concetto è piuttosto chiaro: «Gli attacchi vadano su di me, non sui ragazzi».
E Abate non sembra avere nessuna intenzione di cambiare strada. «È ambiziosa, è complessa, ma è quella che mi rappresenta». Tradotto: il Toro continuerà a provare a giocare, anche a costo di qualche errore di troppo. Possibilmente, però, sempre meno.
Qualche segnale incoraggiante, del resto, si è visto. Contro la Roma il secondo tempo è stato decisamente diverso e Abate lo prende come riferimento: «Venti giorni fa non avremmo fatto una ripresa così. La squadra sta creando un’anima».
Bragança scalpita, Gineitis deve dare di più
A Bologna potrebbe essere arrivato il momento di vedere più a lungo Bragança. Il portoghese è stato inserito gradualmente, ma ora per Abate «è pronto» e la sua condizione continua a crescere.
Possibile anche il ricorso alle due punte, anche se Zapata deve ancora ritrovare la brillantezza migliore. Simeone, invece, sta bene ed è apparso «carico e motivato».
Meno soddisfatto Abate di Gineitis. Nessuna bocciatura, ma la richiesta è esplicita: deve mettere più energia, vincere più duelli e sfruttare maggiormente le proprie caratteristiche. «Mi aspetto di più da lui e lui lo sa».
C’è spazio anche per Cacciamani, che Abate immagina bene come esterno in un 4-4-2, mentre Ilcan sembra aver trovato casa qualche metro più indietro, in mezzo al campo.
A Bologna non basta più crescere
Il Bologna ha appena cambiato allenatore e Abate sa bene che queste situazioni possono regalare energie nuove. Per questo si aspetta una gara difficile e vuole un Torino «intenso e feroce».
Ma la frase più importante della conferenza arriva quando il tecnico parla dei suoi primi mesi granata. Nessuna preoccupazione, anzi: più passa il tempo, più Abate dice di essere convinto della squadra e della strada intrapresa.
Bene la crescita, bene l’anima, bene i progressi.
Adesso, però, caro Toro, sarebbe anche ora di trasformare tutto questo in punti.

