Toro, Simeone è il termometro delle ambizioni: trattenerlo è il primo segnale
Simeone piace al River e non ha ancora sciolto le riserve sul proprio futuro: dalla sua permanenza passa molto del nuovo corso granata
Fu una scelta dolorosa, ma necessaria. Giovanni Simeone, un’estate fa, salutava commosso i tifosi del Napoli al ritiro di Castel di Sangro per calarsi in una nuova avventura. Emozionante il suo messaggio di addio: “Napoli resterà sempre con me, ovunque andrò. Ora capisco quando mi dicevano: a Napoli piangi due volte…”, con ‘Again’ di Pino Daniele in sottofondo. Aveva bisogno di tornare un attore protagonista e così è andata. E ora il rischio è di ritrovarsi, a un certo punto in questi tre mesi, altre parole di congedo, questa volta dedicate ai tifosi del Torino, quando forse non c’è stato nemmeno il tempo per costruire un rapporto intenso quanto meno lontanamente paragonabile a quello edificato sotto il Vesuvio. Certo, lì Simeone ha vinto due scudetti. Nel primo, sotto la gestione Spalletti, segnò anche gol pesanti, da clutch chiamato a togliere le castagne dal fuoco. Con Conte ebbe decisamente meno spazio,…


