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Toro, non ripetere l’errore: arrivare al ritiro con le idee chiare è fondamentale

Toro, non ripetere l’errore: arrivare al ritiro con le idee chiare è fondamentale

Il ritiro si avvicina e il lavoro che Petrachi dovrà svolgere è ingente: piazzare gli esuberi, valutare le incognite e acquistare le pedine necessarie per Abate

Presentarsi al ritiro con una rosa piena di esuberi e con molte questioni ancora irrisolte è uno scenario che il Torino ha già vissuto più volte negli ultimi anni. Basta tornare indietro di dodici mesi per trovare un esempio calzante. Alla prima amichevole di Prato allo Stelvio contro l'Ingolstadt, il Toro si presentò con soli due acquisti, Ismajli e Anjorin, e con una squadra ancora affollata da giocatori destinati a lasciare Torino nel corso dell'estate: dai giovani da mandare in prestito, come Ciammaglichella e Cacciamani, agli elementi in uscita come Sanabria, Milinkovic-Savic e Walukiewicz. Ma quello non fu nemmeno il problema principale. L'allora direttore sportivo Vagnati non riuscì infatti a costruire una rosa adatta alle idee di Marco Baroni, acquistando profili che avrebbero salutato già a gennaio, come Ngonge e Asllani, e costringendo il tecnico a modificare il proprio progetto tattico passando dal 4-2-3-1 al 3-5-2. A complicare ulteriormente il…