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Quando la politica utilizza il calcio: Ceuta e il caso Mbappé

Quando la politica utilizza il calcio: Ceuta e il caso Mbappé

Torna Loquor: “Di un lavoratore compensi le prestazioni professionali. Non stai assoldando anche i suoi pensieri”

“Vorrei essere libero di non avere un’opinione” Sacha Guitry Non puoi togliere i pensieri ad una persona e non è giusto nemmeno mettere le condizioni perché questi siano violentati o addirittura minacciati. E’ uno dei motivi per cui il calcio, che è la cassa di risonanza più potente al mondo, non dovrebbe essere utilizzato nel far prendere posizioni che sconfinano nella politica opinabile. Soprattutto non puoi costringere i calciatori ad andare, appunto, contro i loro pensieri e il loro sangue. Non è un problema di essere d’accordo meno sulla congruità benefica di un messaggio, ma di libertà di opinione che nel mondo delle democrazie occidentali dovrebbe essere qualcosa di sacro. C’è chi ha lottato e lasciato la propria vita per permettere ai posteri di poter dire o fare cose anche dalla maggioranza ritenute sbagliate, perché queste cose non solo sono un diritto bensì anche una necessità morale. Di un lavoratore…