Ilkhan torna in gioco: è pronto a prendersi più spazio?
Con Mandragora indisponibile, Abate trova una nuova soluzione in regia. Il turco può dare nuove geometrie al centrocampo
L’asimmetria come risorsa, il sacrificio come principio: il Torino di Ignazio Abate sta costruendo la propria identità anche attraverso la capacità di adattarsi alle necessità della partita. In mezzo al campo non esiste una gerarchia rigida, né un titolare intoccabile per ogni ruolo. L'obiettivo è costruire un gruppo in cui caratteristiche differenti possano diventare complementari, con giocatori chiamati a interpretare compiti diversi senza perdere di vista l’equilibrio collettivo. Daniel Bragança ne è un esempio: ha mostrato disponibilità ad arretrare il proprio raggio d’azione e a mettersi al servizio della squadra, anche quando le esigenze lo hanno portato a occuparsi della regia, come ad esempio nell'ultima uscita con il Como di Fabregas. Gvidas Gineitis offre invece fisicità e copertura, mentre Emirhan Ilkhan ha qualità più spiccate nella gestione del pallone e nella costruzione. Non si tratta di stabilire chi venga prima, ma di capire come combinare le risorse a disposizione, valorizzandone…


