Il doppio volto di Perri: sicuro tra i pali, ma fragile con la sfera tra i piei
Il portiere granata spicca tra i pali, ma dimostra dei limiti tecnici quando si tratta di impostare dal basso. Dettaglio da non sottovalutare
È un dibattito aperto ormai da diversi anni nel calcio moderno e che, probabilmente, non vedrà mai la parola fine: l'importanza del gioco con i piedi anche per il ruolo del portiere. Come due partiti politici pronti a scornarsi tra di loro, c'è chi sostiene la purezza tattica del ruolo, quello dell'estremo difensore come semplice San Pietro custode della porta, e chi invece sgomita nell'assegnare al giocatore il ruolo di regista aggiunto. Questo sport sta andando verso una direzione ben precisa e ora non è anormale vedere un interprete del ruolo agire in una posizione leggermente più alta. Ma d'altronde ogni grande rivoluzione porta co sé detrattori, basti pensare alla stagione 92/93, quella dell'introduzione del divieto da parte del portiere di prendere la sfera tra le mani in caso di retropassaggio volontario. E quindi si discute sull'argomento e in casa Torino questa situazione è rappresentata da Lucas Perri. Il brasiliano…


