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Il congedo di Sandro Mazzola

Il congedo di Sandro Mazzola

Torna Loquor: “Abbracciare ora Valentino e ricordare insieme il ventre della balena, chissà… resta la certezza che noi li abbiamo amati”

Lo vedevi nei suoi occhi che non c’era stato congedo, riflettevano una malinconia di una fotografia rimasta impressa nell’anima da quel tardo pomeriggio di maggio del 1949. La vita è composta da versi che hanno bisogno di esperienza per essere ipotizzati e poi vissuti dal cuore, e per Sandro Mazzola in qualche modo c’era una parte di un tutto che si era disperso per sempre quando il fato impedì al Grande Torino di rientrare a casa. Il filo improvvisamente non c’era più, si era spezzato, e il rischio di trovarsi smarrito nel labirinto della vita a quel punto era altissimo. Sia per lui, che per il fratello Ferruccio. Occorre saper dimenticare, avere a portata di mano un fiume Lete da cui bere e farsi ristorare dall’oblio. I ricordi perseguitano e sono sempre momenti in cui il cuore si contrae, anche fossero quelli più lieti: ”la prima volta che andai a…