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Di chi è il calcio? Trump, Infantino e il potere che entra in campo

Di chi è il calcio? Trump, Infantino e il potere che entra in campo

Il caso Balogun, che ha visto come protagonisti Trump e Infantino, è solo l’ultimo capitolo di una lunga storia di calcio e potere

Che cos'è il calcio? Uno sport? Un semplice sport? Il più classico dei "ventidue scemi che corrono dietro a un pallone"? Se la risposta più gettonata a questa sentenza superficiale risiede nell'emozionalità, nella funzione ludica che non dovrebbe abbandonarci nemmeno nell'età adulta, gli avvenimenti, o meglio l'Avvenimento, con la A maiuscola, invitano inevitabilmente a spostare quella risposta verso una dinamica che vorremmo non vedere, ma che non si può più nascondere sotto al tappeto. Un rapporto fitto quello tra calcio e potere, quasi inscindibile. Senza quattrini, senza influenze esterne, non potrebbe esserci l'uno senza l'altro e, viceversa, il calcio è stato, è e sarà uno straordinario strumento di marketing personale, di consenso, di propaganda. Oggi lo chiamiamo soft power. Ultimamente – ma nemmeno tanto – esercitato anche da fondi sovrani che hanno gonfiato un pupazzo già bucato da tempo. Chi più ne ha più ne metta. E sicuramente qualcosa in…