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Tutto o niente: il Var fantasma non conosce le vie di mezzo

Tutto o niente: il Var fantasma non conosce le vie di mezzo

Il ridotto utilizzo del Var nelle prime cinque giornate pone interrogativi importanti: in quale direzione sta andando la Serie A?

Il nuovo corso di Daniele Orsato ha una filosofia precisa: meno fischi, meno “rigorini”, più calcio e soprattutto più responsabilità all'arbitro. Un principio condivisibile, perché il Var non è nato per trasformare ogni contatto in un processo al rallentatore. Il problema arriva quando la ricerca del calcio “vero” diventa una sorta di religione del lasciar correre. Perché nelle prime giornate di Serie A la sensazione è che si sia passati rapidamente da un Var che vedeva tutto a un Var che, in certi casi, sembra non voler vedere più nulla. E il calcio, fortunatamente, non è fatto soltanto di estremi. Il caso Oristanio è solo l'ultimo L'episodio di Bologna-Torino è emblematico, ma non deve diventare una questione granata. Heggem interviene sul piede di Oristanio in area, Guida lascia correre e il Var non interviene. Orsato lo ha considerato una decisione di campo, dunque fuori dalla soglia dell'intervento tecnologico. Si può…