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“Prima io”: Meroni, Mazzola e la sfida dei baffi davanti allo specchio

“Prima io”: Meroni, Mazzola e la sfida dei baffi davanti allo specchio

Il 15 ottobre 1967 moriva la Farfalla granata: la nota punk di un calcio che pretendeva ordine anche fuori dal campo

Per alcuni era un eccentrico, per altri un tipo strano. Per tutti, era un campione. Gigi Meroni fu la nota punk di un calcio che pretendeva ordine anche fuori dal campo: capelli lunghi, baffi, abiti fuori dagli schemi e un pallone trattato come uno spazio di libertà. La Farfalla granata aveva il dribbling imprevedibile, la fantasia di chi non seguiva percorsi obbligati e il coraggio di cercare sempre la giocata. Ridurlo alla sua immagine da "quinto Beatles", però, sarebbe ingiusto: in campo era un fuoriclasse, un’ala in grado di accendere lo stadio e cambiare una partita con una delle sue accelerazioni. Il Toro e Torino lo adottarono come simbolo di talento e anticonformismo. Il 15 ottobre 1967, a soli 24 anni, la sua vita si spezzò. La leggenda, invece, rimase intatta. Meroni e Mazzola, baffi da campioni Il ricordo della Farfalla, quest’anno, si intreccia anche con quello di Sandro Mazzola,…
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