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‘Perché sei venuto qui?’: la lettera aperta di un tifoso ad Abate.

‘Perché sei venuto qui?’: la lettera aperta di un tifoso ad Abate.
Caro Ignazio Abate, permettimi di darti del tu. In fondo, quando si parla di Torino, di Toro e di sofferenza, le formalità servono a poco. La prima domanda che mi viene spontanea è una sola: ma perché sei venuto qui? Davvero. Perché hai deciso di entrare in questo club che da vent’anni vive sospeso in una specie di limbo, dove si galleggia senza mai affondare davvero, ma soprattutto senza mai provare a nuotare verso qualcosa di più grande? Sai a cosa mi fa pensare il Torino di Cairo? A una piantina di plastica. Sì, una di quelle che trovi negli uffici o nei centri commerciali. Sta lì, apparentemente in ordine. Non ha bisogno di cure, non ha bisogno di acqua, non cresce, non appassisce, non cambia mai. Può coprirsi di polvere, può passare di moda, ma resta esattamente uguale a se stessa. Ecco, il Torino di Cairo è questo. Non…

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