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“Migliore di sempre”. Ma perché essere boriosi?

“Migliore di sempre”. Ma perché essere boriosi?

L’Editoriale / Non appena c’è stata una possibilità Cairo non ha resistito e ha dovuto piazzare il suo slogan, abbandonando la trincea e favorendo il titolo

Ci eravamo probabilmente illusi. Il silenzio è già scomparso, è volato via prematuramente, quando ancora la prima partita ufficiale non è stata giocata. È arrivato puntuale il primo slogan dell'annata, il classico slogan destinato a tornare indietro come un boomerang sulle spiagge australiane. Non siamo ai livelli di "quest'anno ci divertiamo" o "è una rosa difficilmente migliorabile" ma dichiarare che se sarà l'ultimo anno da presidente del Torino dev'essere il migliore di sempre ha fatto correre un brivido sulla schiena di tanti. L'assenza di Cairo alla presentazione ufficiale di Ignazio Abate (prima volta in 21 anni di presidenza) e il conseguente silenzio del presidente granata nelle prime settimane di lavoro (unica eccezione una dichiarazione di circostanza sul Torino in occasione della presentazione dei palinsesti de LA7) sembrava andare in una solida direzione: io ci sono, so che sono diventato troppo ingombrante e avverso e proprio per questo resto un passo…