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Meno male che Adams Che! E anche Mandragora…

Meno male che Adams Che! E anche Mandragora…

Tra le poche certezze che il calcio ci offre ce n’è una difficilmente confutabile: la qualità serve come l’ossigeno

Il calcio è una scienza talmente inesatta che qualunque teorema le si voglia applicare è destinato ad essere smentito dall'oggi al domani. Un Toro morto e sepolto dopo la lisergica prestazione di Coppa Italia contro il Monza si presenta come vittima sacrificale a Firenze al cospetto di una Fiorentina desiderosa di riscatto in nome e per "diritto" acquisito con il faraonico mercato condotto in estate. Una partita, quella del Franchi, sulla carta da 1 fisso, nemmeno quotabile dai bookmakers che invece finisce con un'inaspettata quanto goduriosa vittoria portata a casa dalla truppa di Abate. Spiegazioni logiche a questo cambiamento radicale dal martedì sera al sabato pomeriggio? Nessuna. O forse una sì, con un nome ed un cognome: Rolando Mandragora. Il centrocampista, "figliol prodigo" che fino a 72 ore prima vestiva i colori viola, si presenta per uno scherzo del destino subito avversario in terra toscana e diventa trascinatore e protagonista…

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