Lo spettro di Bellanova
“Rimembrare il caso Bellanova non fa bene, anche se in questi giorni è tornato prepotentemente di moda per due ragioni”
Lo spettro di Bellanova si aggira ancora a Torino. Sta nascosto in diversi armadi, molto spesso esce e vaga libero tra Filadelfia e stadio "Olimpico-Grande Torino", fa alle volte capolino anche in piazza Castello. Raoul Bellanova resta a tutti gli effetti uno dei più grandi spartiacque della storia recente del Torino: la sua cessione nell'estate 2024, quella con Vanoli in panchina, ha allargato in maniera esponenziare la legione di tifosi granata avversa a Cairo. Ha avuto ripercussioni difficilmente inimmaginabili che hanno portato probabilmente alla definitiva rottura tra presidenza e piazza. A onor del vero la contestazione era già in atto, ma dopo Bellanova è divampata e si è manifestata sotto diverse forme, le più disparate. Rimembrare il caso Bellanova non fa bene, anche se in questi giorni è tornato prepotentemente di moda per due ragioni. La prima: Bellanova, ceduto sul finire del calciomercato estivo nel 2024, fu sostituito da Pedersen,…

