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La storia di Censin Bosia, il portierino che chiuse la porta al Barcellona

La storia di Censin Bosia, il portierino che chiuse la porta al Barcellona

Dalla provincia astigiana ai trionfi granata: la storia del portiere minuto diventato una bandiera del primo grande Toro

Due scudetti con il Torino, 191 presenze in Serie A e un legame con la maglia granata rimasto vivo fino alla fine. Vincenzo “Censin” Bosia è stato uno dei protagonisti del primo grande Toro, un portiere entrato nella storia del club nonostante un fisico che, almeno sulla carta, sembrava poco adatto al ruolo. Dal 1995 anche lo stadio di Asti porta il suo nome, in omaggio a uno dei più importanti calciatori astigiani di sempre. Nato il 5 novembre 1906 in una famiglia di bottai, Bosia si innamorò del calcio da bambino, allenandosi tra i pali sulla piazza del Mercato, oggi Campo del Palio. La statura minuta gli valse il soprannome di “portierino”, ma agilità, scatti fulminei e riflessi fuori dal comune gli permisero di compensare ogni centimetro in meno. La sua immagine rimase legata anche alla caratteristica bardatura e all’immancabile coppola. Dopo gli esordi con la Laico e l’esperienza…