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La gioia ascoltata via radio: il 16 maggio e quella fortunata coincidenza con la Juve

Un pomeriggio come pochi altri con un occhio rivolto al Comunale e due orecchie tese verso la pioggia perugina

Fischio, tocco sul pallone, calcio d'inizio. "Al via il match a Perugia". Passaggio indietro, laterale, in avanti: giro palla. "La Juventus prova ad attaccare sotto la pioggia battente del Pian di Massiano". Lancio alto, colpo di testa, Pupi: gol. "Incredibile passa in vantaggio il Perugia con la rete di Renato Curi". E l'ironia, o forse qualche divinità calcistica nell'Olimpo cristiano, vorrà che ogni volta in cui il Torino passerà da Perugia ricorderà di quello scudetto del '76, e di quel Renato Curi a cui, da quell'anno, fu intitolato lo stadio. Noi gli occhi e le orecchie di chi quel giorno era al Comunale le immaginiamo più o meno così. Un occhio chiuso per la tensione, un altro aperto a mirare per l'ennesima volta quell'anno le prodezze del "Poeta" e dei "Gemelli del gol", e due orecchie, tre se fosse possibile, attente alla radio a carpire qualsiasi aggiornamento proveniente dalla piovosa…
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