Il segreto di Cesc Fabregas e del suo Como
Loquor / Arenys de Mar era simile a tanti posti di quell’Europa fatta di comunità aliene all’universalismo invisibile del terzo millennio
Lucio Vero Aurelio entra con passo incerto nell’arena vuota del Colosseo. Si ferma al centro del campo di battaglia dei gladiatori, e nella mente gli tornano flash dei gesti e delle parole di Massimo Decimo Meridio, suo padre. Lo sguardo è di colui alla ricerca di qualcosa in quel silenzio che riecheggia urlo della folla e rumore di armi che si incrociano. Poi si inginocchia per terra e raccoglie una manciata di quella terra testimone di innumerevoli storie di valore. Non è solo la terra di una arena da combattimento, e la terra di Roma. È il sangue a richiamare i ricordi e i legami ancestrali con tutto ciò che tu sei: “padre, ti prego, parlami”. L’ultima emozionante scena del sequel de “Il Gladiatore” mi è tornata in mente mentre leggevo la bella intervista di Walter Veltroni a Cesc Fabregas, una storia da nuovo millennio mentre si diceva addio al…


