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Giorgio Ferrini: la Battaglia di Santiago, una ferita mai rimarginata

Giorgio Ferrini: la Battaglia di Santiago, una ferita mai rimarginata

La pagina più nera di Ferrini: l’espulsione dopo appena sette minuti e le accuse infamanti mosse dalla penna di Gianni Brera

“Ho combinato un bel guaio in Italia-Cile, ho rovinato tutto...”. Giorgio Ferrini è appena rientrato dal Sudamerica con i suoi compagni di Nazionale. È l'11 giugno 1962 e all'aeroporto di Milano Malpensa lo attende la fidanzata Mariuccia Paradisi. Ha ventidue anni, indossa una giacca scura, camicia bianca e cravatta, con lo stemma della Nazionale cucito sul petto. I capelli sono ordinatamente pettinati, lo sguardo serio. Un cronista dell'epoca lo descrive “smagrito e triste”. Tra i presenti qualcuno gli grida “Bravo Giorgio, hai fatto bene!”, ma viene subito zittito. Il giovane centrocampista del Torino ha alle spalle un Mondiale finito nel peggiore dei modi. Ha giocato appena sette minuti contro il Cile, prima di essere espulso. E ancora non sa quanto a lungo quella partita continuerà a pesare sulla sua storia. È la sera del 4 giugno 1962 e, come ai tempi di “Lascia o raddoppia?”, milioni di italiani si affollano…
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