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Cacciamani: ultimo baluardo o specchietto per le allodole?

Cacciamani: ultimo baluardo o specchietto per le allodole?

Se Cairo avesse fatto le cose alla Percassi potrebbe vendere Cacciamani. La gente sarebbe sicura che ci sarebbe un altro pronto ad esplodere

C'era un tempo in cui il Torino aveva il migliore settore giovanile di Italia e sfornava giocatori di altissimo livello ad un ritmo forsennato. C'erano persone competenti ed appassionate che lavoravano con professionalità sopraffina e tanto, tanto cuore. Ovviamente granata. Ellena, Rabitti, l'avvocato Cozzolino, Sergio Vatta: personaggi quasi mitologici che nella loro semplicità resero il vivaio granata una fucina di talenti ineguagliabile. E poi c'era una struttura coesa, un ambiente compatto, non sempre facile perché le vicissitudini al Torino non sono mai mancate, ma c'era orgoglio e forte senso di appartenenza sopra ogni cosa e sopra ogni piccolo o grande interesse personale. Era un altro mondo, è vero, ma tutto è replicabile, anzi, spesso è addirittura migliorabile sfruttando l'evoluzione costante dei tempi che cambiano. Il Torino che conosciamo noi da sempre, quello di cui abbiamo nostalgia, è "morto" a metà anni Novanta quando Calleri fece razzia come i barbari su…