Baroni, un anno dopo: la lezione che il Torino non può ignorare
A dodici mesi dalla nomina di Baroni il Torino si ritrova nuovamente alle prese con la costruzione di un nuovo progetto tecnico
Lo sguardo fermo, concentrato, rivolto all’obiettivo. Le mani intrecciate. Indossa una giacca blu e una camicia bianca. Alle sue spalle, sulla parete chiara, si proietta la sua ombra. Ma da quella prima fotografia, che lo ritrae su una poltrona granata e dà il benvenuto a quest’uomo sulla sessantina dall’aspetto elegante e maturo, si è lontani dall’immaginare un segnale premonitore. Marco Baroni, il 5 giugno di un anno fa, viene ufficializzato come nuovo allenatore del Torino. Sorrisi e il suono secco dei cinque scambiati con le sue nuove conoscenze dominano il suo primo giorno al Filadelfia. “Iniziamo una bella avventura insieme, vedrai”, dice in quei primi secondi in compagnia di Duvan Zapata, con tanto di occhiolino rassicurante. Poi l’incontro con Perr Schuurs, e fa davvero specie vedere quei due anche in compagnia di Davide Vagnati: sembrano passati secoli e non solo 365 giorni. Baroni necessitava di voltare pagina. Non che le…
