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Adams, croce e delizia: conferma di lusso o cessione necessaria?

Adams, croce e delizia: conferma di lusso o cessione necessaria?

Quando Adams c’è si sente, ma il Torino lo valuta per il futuro: tanto forte da tenerlo o tanto forte da sacrificarlo?

Si è visto un Torino con Ché Adams e si è visto un Torino senza Ché Adams. Se si riavvolge il nastro dell'ultima stagione, lo scozzese emerge come uno dei giocatori che più hanno inciso sulla crescita della squadra. Stando all'estate scorsa, Adams avrebbe dovuto partire dietro nelle gerarchie: Baroni stava lavorando su un 4-2-3-1 con una sola punta, Zapata (infortunato e in attesa di tornare) e Simeone a contendersi il ruolo, e Adams difficile da collocare, quasi un jolly offensivo da utilizzare anche sulla trequarti. Poi, però, il campo ha ribaltato tutto: il piede dello scozzese, ma soprattutto la sua capacità di leggere le situazioni e creare gioco, hanno convinto l'allenatore a cambiare strada. Il ritorno al 3-5-2 è passato anche dalla necessità di tenere in campo due attaccanti, perché rinunciare ad Adams era diventato impossibile. E quando Zapata è rientrato, l'ex Southampton ha tenuto botta, rimanendo un'opzione più…