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100 di Fila. Asvisio: “Il Filadelfia è ancora un’opera monca”

100 di Fila. Asvisio: “Il Filadelfia è ancora un’opera monca”

Il presidente della Fondazione fa il punto sul progetto del museo, sui finanziamenti e sulla volontà di rendere il Filadelfia più aperto

In questo viaggio lungo cent’anni, il Filadelfia lo abbiamo raccontato soprattutto attraverso il passato: i ricordi di chi lo ha frequentato, le storie di chi ci è cresciuto, le persone che ne hanno accompagnato la vita. Ma c’è anche un futuro ancora da scrivere. Luca Asvisio, presidente della Fondazione Stadio Filadelfia, è oggi tra le figure chiamate a immaginarlo, a partire dal progetto del Museo del Grande Torino presentato lo scorso 2 ottobre. Con lui abbiamo parlato di memoria, identità e di ciò che il Fila può ancora diventare. Asvisio, la sua famiglia viveva in via Spano, a pochi passi dal Filadelfia. Qual è il suo primo ricordo legato a quel luogo? *“Prima che nascessimo io e mio fratello, i miei genitori vivevano lì, poi ci trasferimmo. Ricordo distintamente il giorno in cui vincemmo lo scudetto, il cancello del Filadelfia chiuso, con tutta la gente che girava intorno. E ricordo…
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