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Toro, sotto il Vesuvio con la speranza di tornare Toro

Solo per il coraggio dimostrato da Moreno Longo di aver accettato di allenare, con orgoglio, una squadra allo sbando, indebolita nell’ultima sessione di mercato invernale, con un organico davvero ridotto rispetto a tutte le altre società di calcio di serie A (basti solo pensare ai soli 4 veri centrocampisti  a disposizione, se stanno tutti bene), solo per questo i giocatori granata dovrebbero giocare dimostrando una grinta e una ferocia che sin’ora non si è mai vista. Giocare per una maglia che da sempre trasuda storia del calcio ma anche per un giovane allenatore, tifoso granata, che ha messo la sua faccia e la sua carriera per passione vera. A Fuorigrotta  Belotti e compagni non hanno più alibi! Devono dimostrare di essere giocatori e uomini e professionisti veri. Non si possono più accettare tutte le disattenzioni difensive viste nelle ultime partite, cosi come a centrocampo che fa poco filtro e sulle seconde palle si è sempre in ritardo rispetto agli avversari. Questo al di là dell’organico ridotto e che è quello che è! Inutile adesso ricordare tutti gli errori della Società in chiave calciomercato, da giugno scorso ad oggi. Adesso è il momento di tirare fuori il carattere e giocare alla morte su ogni pallone perché il rischio di retrocessione è comunque lì come una spada di Damocle, pronta a scendere inesorabile. E’ sul terreno di gioco che i granata, iniziando da Napoli, devono riprendere a ‘giocare’ davvero, questo oltre a ciò che succederà alla fine dei 90 minuti di gioco. E’ chiaro che una ennesima sconfitta porterebbe a 6 le partite perse consecutivamente e ciò dal punto di vista psicologico non sarebbe di certo un buon viatico di ripresa. In effetti non aver giocato Torino-Parma, dopo averla preparata al meglio, partita in cui si potevano conquistare punti e quindi far rifiatare la classifica e portare un leggero entusiasmo, non è il massimo della condizione per una squadra in difficoltà. Da non immaginare una brutta sconfitta contro i partenopei per poi affrontare Udinese e Parma in sfide in cui devi per forza vincere. Si sa come l’obbligo di vincere e la paura di non vincere diventi una bomba a orologeria. Questa sera mancherà Berenguer e Millico, rientrerà almeno in panchina Baselli, visto che non ha ancora l’autonomia dei 90 minuti (il ragazzo è fuori da 2 mesi e mezzo). Il Toro che  si dovrebbe vedere, quasi d’obbligo visto l’infortunio dell’ala spagnola,  potrebbe essere quello delle due punte con Belotti e Zaza. Sia Verdi che Edera mal giocano sul versante sinistro per cui difficilmente Longo li schiererebbe all’ala sinistra. Si tratta ora di vedere se i granata sono pronti per un centrocampo a cinque con Ansaldi e De Silvestri o Ola Aina esterni e i tre mediani Lukic, Meitè ( o Baselli) e Rincon, o se Longo rischierà di schierare una difesa a quattro (con la conseguenza di avere in mezzo al campo solo due mediani). Scelta rischiosa solo per il fatto che non hanno mai giocato con questo modulo per cui certi meccanismi difensivi non sarebbero di certo automatici e con l’attacco e il centrocampo del Napoli non si può di certo scherzare molto. Già, il Napoli! Quello visto contro il Barcellona è un Napoli guardingo, quello che vedremo questa sera sarà una squadra più propositiva e votata all’attacco, ma che ha un possesso palla migliore di tutta la serie A. L’unica possibilità per i granata sarà proprio aspettarli e ripartire veloci, perché preso in  contropiede il Napoli potrebbe andare incontro a qualche falla.L'articolo Toro, sotto il Vesuvio con la speranza di tornare Toro sembra essere il primo su Toro News.
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