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Torino, le lezioni da imparare: acquisti tardivi e troppo cari

La stagione del Torino fino a questo momento è stata a dir poco al di sotto delle aspettative. Il progetto di inizio campionato era quello di migliorare il settimo posto dello scorso anno, oggi invece i granata si trovano a navigare pericolosamente in zona retrocessione a sole cinque lunghezze dal terz'ultimo posto. A questo punto, dunque, ci pare doveroso chiederci cosa sia andato storto. Quali siano le ragioni del naufragio del progetto-Mazzarri prima e del progetto-Toro poi. MERCATO - Il primo punto toccato da questa analisi è quello che fa riferimento alla pianificazione e alla successiva esecuzione del calciomercato estivo. Un calciomercato dal quale i tifosi granata si aspettavano molto ma che, in termini di risultati sportivi, ha disatteso le aspettative. Su tutte le operazioni spicca l'acquisto di Verdi, arrivato per 25 milioni di euro dal Napoli: l'acquisto più caro della storia del Torino. ERRORI - Una cifra che sin qui non ha trovato riscontri dal campo, con Verdi che per ora ha segnato soltanto un gol. E le colpe, oltre a quelle oggettive del giocatore, sono di tutti. A partire da Mazzarri, che tanto ha insistito lungamente con la dirigenza in estate per acquistare Verdi come se non ci fossero altri giocatori simili, ammesso e non concesso che fosse il profilo giusto per il Torino; passando alla società che tirando per le lunghe la trattativa ha finito per strapagare il giocatore perché arrivati all’ultimo giorno di mercato non c’erano più alternative, alimentando attorno a lui aspettative che evidentemente non era in grado di sopportare. FUTURO - Certo, parliamo pur sempre con il beneficio del senno di poi; ma d'altronde sono sempre i risultati (e non le premesse, per quanto buone possano essere) a dover essere giudicati. Anche perché quanto successo con Verdi è un film già visto: anche negli anni precedenti ci furono acquisti onerosissimi come Niang e Zaza, arrivati sempre e rigorosamente nell’ultimo giorno di mercato. L’esito, anche per loro, è stato il medesimo. Gli investimenti più importanti vanno fatti cum grano salis e proprio in questi casi le operazioni vanno fatte con anticipo per permettere ai giocatori di ambientarsi con calma e senza pressioni. Per trarre conclusioni definitive bisognerà attendere la fine dell'anno, ora l'unico obiettivo della squadra di Longo deve essere solo ed esclusivamente quello di salvarsi. Poi sarà tempo di tornare a pianificare, con la speranza che gli errori commessi quest'anno siano d'insegnamento per il futuro.L'articolo Torino, le lezioni da imparare: acquisti tardivi e troppo cari sembra essere il primo su Toro News.
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