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Torino-Giampaolo, l’allenatore giusto al momento sbagliato: un flop non solo suo

Dalla serata di ieri è ufficiale: Marco Giampaolo è stato sollevato dal suo incarico e non è più l'allenatore del Torino. Una notizia che era nell'aria dalla serata di sabato e che pone ufficialmente fine al tortuoso percorso in granata del tecnico di Giulianova, cominciato il 7 agosto scorso tra la perplessità generale. Ebbene sì: già alla vigilia della sua avventura sulla panchina del Torino, i dubbi di tifosi e addetti ai lavori nei confronti del nuovo tecnico erano molti. Dubbi legati principalmente al fatto che non c'erano le condizioni per varare la rivoluzione tecnico-tattica che Cairo e Vagnati volevano: dall'assenza di un ritiro vero e proprio al poco tempo tra le due stagioni, passando per il fatto che sarebbe servito rivoltare la rosa che si era salvata a due giornate dalla fine l'anno precedente per poter permettere a Giampaolo di impiantare il suo credo calcistico, da tanti considerato eccessivamente "dogmatico". Il cosiddetto "Maestro" ha poi dimostrato di non essere un integralista a tutti i costi, ma era ormai troppo tardi. ALIBI - Molto difficile dire che le colpe di questa prima metà di stagione da retrocessione del Torino siano solo di Giampaolo, che in effetti più di qualche alibi a cui aggrapparsi ce l'ha. A partire dall'ultimo mercato estivo operato dalla società: un mercato rivelatosi completamente inadeguato alle necessità del mister che, al di là delle dichiarazioni pubbliche ai giornalisti, non avrebbe certo disdegnato l'arrivo di un regista e di un trequartista di ruolo. Due posizioni di campo che l'ex mister di Milan e Sampdoria ha provato dapprima a "tappare" con Rincon e Lukic, per poi arrendersi all'evidenza dei fatti e abiurare quel 4-3-1-2 tanto caro da una vita intera per un più mazzarriano 3-5-2. Già quello, probabilmente, avrebbe dovuto essere un chiaro campanello d'allarme per tutti. LEGGI ANCHE: Il calcio secondo Nicola: “Dai giocatori pretendo razionalità e determinazione” [caption id="attachment_692741" align="alignnone" width="1024"] GENOA, ITALY - NOVEMBER 04: Marco Giampaolo head coach of Torino FC before the Serie A match between Genoa CFC and Torino FC at Stadio Luigi Ferraris on November 4, 2020 in Genoa, Italy. (Photo by Paolo Rattini/Getty Images)[/caption] COLPE OGGETTIVE - Ma, detti gli alibi, ci sono anche le colpe oggettive imputabili al tecnico. Su tutte quelle relative alle prestazioni e ai punti raccolti dal suo Toro: 13 in 18 giornate, con una media di 0,72 punti a partita e ancora nessuna vittoria casalinga in campionato. Il tempo per migliorare le cose c'è stato ma la scintilla giusta non è mai scoccata. Che dire poi delle enormità di rimonte subite da Belotti e compagni: una brutta abitudine che la squadra si portava dietro dalla stagione precedente, ma sulla quale Giampaolo non è stato in grado di incidere in alcun modo. In ultima istanza, si può dunque dire che Marco Giampaolo al Torino non è stato altro che l'allenatore giusto al momento sbagliato. Già alla fine del calciomercato era chiaro che il tecnico abruzzese avrebbe fatto molta fatica e il finale è stato quello annunciato. LEGGI ANCHE: Nicola e il Toro, dal gol promozione al Fila: i granata puntano sul senso di appartenenzaL'articolo Torino-Giampaolo, l’allenatore giusto al momento sbagliato: un flop non solo suo sembra essere il primo su Toro News.

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