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Tiribocchi: “Longo è preparato e sta lavorando bene. Ora serve la scintilla”

Tre stagioni con il granata addosso, di cui uno da protagonista nonostante il dodicesimo posto in Serie B. Simone Tiribocchi proprio con il Torino si è lanciato definitivamente tra i professionisti e dopo l'esperienza granata ha spiccato il volo, segnando e trascinando Chievo Verona, Lecce e Atalanta. Una volta appesi gli scarpini al chiodo, ha intrapreso una carriera da allenatore culminata nel 2017 quando a gennaio si separò dai clivensi, per i quali faceva da secondo a D'Anna nella Primavera gialloblù. Ora la sua vita è divisa tra le giovanili del Monza, dove fa il coordinatore dell'Area offensiva, e DAZN, per il quale fa il commentatore tecnico. Proprio con l'emittente spagnola ha visto e fatto la telecronaca di Napoli-Torino, l'ultima gara giocata dai ragazzi allenati da Moreno Longo. Che impressione ti ha fatto il Torino contro il Napoli? Intanto è bene specificare che era una partita molto difficile, perché il Napoli è in un momento molto molto positivo ed è un avversario scomodo da affrontare adesso. Il Toro è partito fortissimo e nei primi cinque minuti poteva anche fare portarsi in vantaggio. Quando sei in un periodo di difficoltà devi essere più cattivo e devi sfruttare a pieno le occasioni, ma i granata non ci sono riusciti. Poi ha iniziato a patire il Napoli. Come ha giustamente detto Longo le difficoltà tecniche sono anche figlie del momento negativo. È palese che ci sia un blocco mentale in questo momento e quando se ne libera, la squadra fa meglio. Nel secondo tempo, infatti, il Toro è cresciuto e ha fatto meglio, anche se non ha creato molto. Però il cambiamento è un dato positivo. Su cosa si deve concentrare ora Longo secondo te? Conosco bene Moreno e ci ho parlato anche prima della partita. Lui è molto preparato e coinvolto. Per quello che ho visto, sta lavorando molto bene secondo me. Ora sa che deve concentrarsi sulla testa e sull’autostima dei giocatori. Non è facile a Torino reagire in queste situazioni, perché c’è molta pressione, ma la squadra ce la può fare. Lo stop del campionato può aiutare la squadra a ritrovarsi? Non penso che questo secondo mini ritiro sia positivo questa volta. Il Toro prima di Napoli aveva riposato una settimana in più e così Longo aveva potuto lavorare di più. Adesso il Torino ha bisogno di giocare, perché basta una scintilla per cambiare la situazione e quindi serve scendere in campo con continuità. La squadra ha bisogno di fare risultati. Ora mi sembra che ci sia e l’ambiente si è stretto a sostegno di essa, quindi c’è la giusta alchimia per superare il momento. Fino al 3 aprile il pubblico non ci sarà. Quanto può realisticamente aiutare la presenza dei tifosi sugli spalti? A Torino il pubblico si fa sentire sempre, sia in positivo che in negativo. È tutta una questione individuale qui, quindi è difficile fare un discorso generico. Poi sta ai giocatori reagire, perché c’è chi si esalta nella contestazione e chi la patisce. Se adesso sanno che i tifosi sono con loro, il merito è anche della società che ha saputo ricompattare l’ambiente con le scelte giuste. Io, comunque, preferisco giocare con la curva piena, perché ti dà una spinta maggiore. Sono stato a Torino e so quello che ti può dare la Maratona. Come la vive un calciatore una situazione del genere? Quando inizi la stagione con delle aspettative e poi non le mantieni? Non è scontato uscire da queste situazioni. Basta guardare Genoa e Sampdoria che hanno organici per fare altri campionati e da inizio anno non riescono a uscire dalla lotta per la salvezza. È la testa che fa la differenza. Non è facile uscirne, perché tutti fanno la corsa su di te e gli episodi possono anche andarti a sfavore. C’è sempre il rischio di affrontare squadre forti nei momenti complicati e questo rende tutto più difficili. Come il Torino di Longo, che dopo la Samp ha affrontato subito Milan e Napoli, due partite in questo momento molto complicate. Bisogna lavorare sul campo e isolarsi da quello che succede fuori, solo così si dà la svolta. Belotti e il calo dell’ultimo periodo, quanto è difficile per un attaccante giocare quando non si è supportati? Queste situazioni sono difficili per gli attaccanti, quanto per la difesa quando non hai una punta che difenda la palla e fa rifiatare la squadra. Normale che Belotti, che è un bomber, ha bisogno di essere servito e ha bisogno di una squadra che lo aiuti. Normale che abbia qualche difficoltà in questo momento, ma il valore del giocatore è fuori discussione. Edera in gol contro il Napoli, i giovani ora possono provare a rilanciarsi? In questo momento c’è da pensare alla squadra, non al fattore anagrafico. Chi dà garanzie deve andare in campo e questo Longo lo sa. Non conta quanta esperienza ha un giocatore, servono ragazzi motivati e che stanno bene fisicamente.L'articolo Tiribocchi: “Longo è preparato e sta lavorando bene. Ora serve la scintilla” sembra essere il primo su Toro News.
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