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Rampanti: “L’esclusione di Zaza? Mi meraviglio che qualcuno si stupisca”

Il Torino torna a vincere, pur faticando, al "Ferraris" di Genova: lo 0-1 rifilato ai rossoblù permette quantomeno di allontanare le zone meno nobili della classifica in attesa di tempi migliori. E' il momento di analizzare i temi che ci ha restituito la partita di Marassi insieme a Serino Rampanti nel consueto appuntamento con la rubrica "Parola al Mister". Serino, innanzitutto c'è da dare uno sguardo alla classifica.  "La giornata di campionato si è chiusa con il sorpasso dell'Inter nei confronti della Juventus, che ha pareggiato a sorpresa contro il Sassuolo subendo un bellissimo gol da Boga, giocatore che io mi ero permesso di segnalare su queste colonne tempo addietro come prospetto al quale il Torino avrebbe dovuto interessarsi. C'è poi il caso del Napoli, che dimostra come dietro alle crisi dietro al rendimento di una squadra ci possono essere fattori interni come il valore di giocatori e allenatori ma anche fattori esterni. Come ha detto bene Ancelotti, l'allenatore è sempre il primo responsabile, ma non l'unico: quando i risultati non arrivano, additare una sola componente è specioso".  Veniamo al Toro: quali sono le tue sensazioni dopo la vittoria di Genoa? "Sul piano del gioco sicuramente non è stato un bel Toro, ma c'è da considerare che si arrivava da una pesante sconfitta interna, lo 0-3 con l'Inter, con annesse tante polemiche. Quando è così è difficile per chiunque andare a giocare fuori casa, su qualsiasi campo, a viso aperto. La squadra ha perso fiducia da un pezzo finendo per accusare una serie di problemi che sono partiti da lontano e di cui abbiamo già parlato nelle scorse settimane: tra questi il brutto divorzio da Petrachi, il caso Nkoulou, il rendimento altalenante di pilastri della scorsa stagione come Izzo. Considerato tutti questi problemi, secondo me non è nemmeno male aver raccolto 17 punti, solo quattro in meno dell'anno scorso, nel senso che poteva anche andare peggio".  Sono tre punti che fanno sicuramente bene al morale del gruppo. Da questo punto di vista, parliamo degli episodi andati in scena durante le sostituzioni, partendo dalla reazione non esattamente positiva di Baselli.  "Non voglio credere ce l'avesse con Mazzarri. Gli ha sempre dato fiducia. Lo ha tolto perchè da un po' di tempo a questa parte a volte cala fisicamente dopo 60-70 minuti. In più, era già ammonito. Considerato che aveva la fascia la braccio, se veramente avesse borbottato qualcosa contro il tecnico lo troverei un comportamento ingeneroso. Peraltro, come mai non tira più da fuori?" Forse perchè gioca qualche metro più indietro rispetto al passato.  "Anche Pjanic nella Juventus gioca davanti alla difesa, però al tiro ci arriva eccome".  Da Verdi un comportamento completamente opposto: una volta sostituito ha abbracciato a lungo Mazzarri.  "Lo interpreto come un gesto di gratitudine nei confronti di un allenatore che ha compreso il suo travaglio interiore. Arrivava da un anno passato al Napoli in cui non aveva giocato con continuità. Quando si arriva da un periodo così, si perdono fiducia e riferimenti, ci si deve ricostruire mentalmente e fisicamente. Nel valutare un giocatore bisogna sapere che in qualche occasione bisogna aspettarlo, senza avere fretta nel giudicarlo. Mazzarri è sempre stato consapevole che occorre puntare sulle sue qualità. Ora lo vedo meglio dal punto di vista atletico e secondo me il suo rendimento crescerà".  Arriviamo a parlare di un tema molto dibattuto, la scelta di Mazzarri di giocarsela senza punte vere.  "La formazione messa in campo è stata indice di un chiaro principio: gioca titolare chi dà le maggiori garanzie di partecipazione attiva sia durante la settimana sia durante la partita. E' il criterio che Mazzarri ha seguito, con buoni risultati, nella scorsa stagione. E deve essere così anche quest'anno, poi si valuteranno i risultati, di cui a mio parere si avrà un quadro affidabile solo alla fine del girone di andata. Giusto affidarsi al criterio della meritocrazia piuttosto che a quello della valutazione economica di un giocatore".  Ti riferisci all'esclusione di Zaza, immagino.  "Io mi stupisco che ci sia chi si è meravigliato di quanto accaduto. Per quanto si è visto contro l'Inter, Zaza assolutamente non meritava di giocare. E' una scelta che avrebbe fatto qualsiasi allenatore, anzi, altri avrebbero fatto di peggio. Quindi per me Mazzarri ha fatto benissimo. E' opinabile invece la scelta di non utilizzare alcuna punta di ruolo, quando in panchina c'erano elementi come Millico ed Edera. Ma siamo sicuri che avessero i novanta minuti nelle gambe? Chi gioca dall'inizio deve garantire tenuta atletica e noi non sappiamo se i due giovani fossero nelle condizioni giuste. Mazzarri può essere contestato o meno, ma si è comportato secondo me da allenatore responsabile. Come ho detto prima, se le cose vanno male non è detto che tutte le colpe siano sue".  Infine, come giudichi il fatto che la squadra sia stata oggetto di contestazioni nonostante la vittoria di Genova? "Contestare è sempre lecito, ma ci sono dei limiti che non vanno oltrepassati. Mi riferisco allo scoppio delle bombe carta: un fatto che mi ha stupito in negativo".     L'articolo Rampanti: “L’esclusione di Zaza? 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