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Mauro Berruto: “Tifo Longo per l’oggi e il domani. Cambio in panchina tardivo”

Mauro Berruto conosce le dinamiche di uno spogliatoio come pochi. Straordinario conoscitore di sport, il torinese e torinista Berruto ha vinto tantissimo sotto rete con la Nazionale e con i club. In questi giorni sta seguendo con apprensione le sorti del paese afflitto dall’emergenza Coronavirus. Parallelamente sta soffrendo per il momento complicato del suo Torino, ma “non posso che fare ancor di più il tifo per la squadra e per il mio amico Moreno Longo. Purtroppo più di qualche messaggio e qualche abbraccio - anzi no, quelli non sono consentiti in questo periodo - non riesco”. Buongiorno coach Berruto, come sta vivendo questa situazione surreale a livello globale e in particolare nel nostro paese con gli studenti a casa da scuola e le partite a porte chiuse fino al 3 aprile? “Ci sono fattori non controllabili, non solo nello sport naturalmente ma in tutto il paese. È in difficoltà tutto il sistema. La confusione sembra regnare sovrana, come testimoniano anche le scelte fatte nel mondo del calcio negli ultimi giorni. Al momento bisogna pensare ai problemi reali che l’Italia, l’Europa e il pianeta sono costretti ad affrontare, poi però tale sosta forzata si ripercuoterà anche sulle piccole cose, a partire dal calcio, dal campionato di Serie A e dal lavoro degli allenatori. Viene aumentato all’infinito il numero delle variabili, ma non bisogna piagnucolare. Bisogna piuttosto fare cose semplici e pratiche”. https://www.toronews.net/campionato/coronavirus-ce-il-decreto-legge-sport-a-porte-chiuse-fino-al-3-aprile/ Quest’ultime parole ci introducono all’argomento Toro. Sul momento nero, nerissimo dei granata cosa pensa? “Non c’è dubbio che il Torino arrivasse da un periodo buio. Il principale problema è stata la deficitaria condizione fisica. È stato evidente nell’ultimo periodo di Mazzarri e nelle prime uscite di Longo. Moreno lo conosco molto bene e non ha la bacchetta magica. Non può soprattutto in poche settimane rimettere a lucido la gamba di tutti i giocatori in rosa. La pausa forzata può essere molto utile in tal senso per Longo, il suo staff e il gruppo granata quanto meno per ricostruire una condizione fisica decente. Anche perché il Toro per come è stato costruito nella vecchia gestione non può fare a meno della propria fisicità”. Fisicità che, invece, è venuta meno negli ultimi mesi. “Sì e il fatto è alquanto curioso, perché il Torino privilegia i muscoli a qualsiasi altro aspetto in tutti i reparti, dalla difesa al centrocampo. Se uno si sente bene di gamba, allora anche la centralina della testa funziona e quindi si sente più ottimista. Non ho dubbi, perciò, che Longo lavorerà sulla condizione fisica nel corso di questi giorni senza partite”. Arriviamo alla decisione di separarsi da Mazzarri. Secondo lei, le tempistiche sono state corrette? “Con il rispetto di tutti, penso che l’avvicendamento in panchina si sarebbe dovuto compiere prima. Molto spesso in un ambiente serve una defibrillazione mentale. Anche nel caso del Torino, probabilmente, lo scossone era necessario perché la squadra era entrata in uno stato di blocco psicologico. Tuttavia, la vera causa del blocco erano le gambe che non giravano a dovere. Quindi siccome nessuno fa miracoli nemmeno il sostituto di Mazzarri avrebbe potuto risolvere nell’immediato una situazione molto complicata, ben più complicata rispetto ad un blocco mentale per altre ragioni non fisiche. Affermo che comunque l’allontanamento di Mazzarri fosse necessario soprattutto per un motivo”. Quale? “Mi ripeto, forse, ma è necessario: una squadra costruita solamente sul fisico non può essere carente dal punto di vista della condizione fisica, altrimenti perde tutte le sue certezze. Così è accaduto”. https://www.toronews.net/toro/lidea-di-beccaria-il-4-maggio-a-superga-una-delegazione-bianconera/ Dunque, così si spiega la partenza in salita di Longo? “Certo. La situazione che ha ereditato non si risolve da un minuto con l’altro. Ma Longo ha approcciato la nuova avventura bene. Si pone bene nei confronti dei suoi giocatori. Lo vedo costantemente in mezzo al campo, vicino all’azione. È un vero supporto per tutto il gruppo. Trasmette quell’intensità che si vuole ricostruire. Ha collocato sé stesso al centro degli allenamenti, fornendo un esempio alla sua squadra”. Due risorse per la bagarre finale possono essere Vincenzo Millico e Simone Edera, ovvero la gioventù granata. È d’accordo? “Certo. Hanno la freschezza necessaria. Edera ha già dimostrato di essere utile alla causa. Su Millico ho la mia idea. Credo che le voci di mercato abbiano inciso sul suo rendimento fino a poco tempo fa. Ora, però, non c’è dubbio che sia un’arma in più per il Torino e non c’è dubbio che sia arrivato un allenatore che lo conosce molto bene. Longo è certamente un valore aggiunto per il processo di crescita di Edera e Millico”. Millico ed Edera troveranno più spazio anche perché la rosa del Torino è molto corta. Secondo lei, la società, in accordo con Mazzarri, ha fatto bene lo scorso gennaio a scremare così tanto il gruppo? “Da uomo di sport dico che è inutile ragionarci ancora. Longo sa che la rosa è quella con cui lavora da qualche settimana e non può essere ritoccata, quindi non può e non deve rimuginare ma soltanto lavorare su quello che ha a disposizione. Da uomo di sport del Toro, però, affermo che delle riflessioni andranno fatte soprattutto al termine di quest’ultimo terzo del campionato che avrà mille variabili, non soltanto tecniche. Le scelte di sfoltire la rosa sembrano improntate a sostanziali cambiamenti al termine della stagione. Faccio, dunque, doppiamente il tifo per Longo, per l’oggi e per il domani. Dapprima deve portare in porto la nave, poi con la sua personalità deve costruire il Toro del futuro per tornare ad ambire agli stessi obiettivi del recente passato”.    L'articolo Mauro Berruto: “Tifo Longo per l’oggi e il domani. Cambio in panchina tardivo” sembra essere il primo su Toro News.
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