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LIVE! Mazzarri presenta Udinese-Torino: “Partita rischiosa se andiamo lì all’arma bianca”

Cari amici di Toro News, eccoci collegati in diretta dalla sala conferenze dello stadio Olimpico-Grande Torino, dove alle 14.15 in punto inizierà la conferenza stampa di Walter Mazzarri alla vigilia di Udinese-Torino. Questa gara segna il rientro in campo dei granata, fermati dalla sosta per le nazionali. A breve arriverà il tecnico e si darà il via alla conferenza. Il tecnico è arrivato, via alle domande. Quali sono le incognite di questa trasferta a Udine, per il valore dell'avversario e in base alla lunga pausa delle nazionali? Ha avuto solo due giorni per preparare la partita. "E' vero, a me piace avere la squadra sempre sotto controllo e quando arrivano alla spicciolata, all'ultimo momento, non è facile fare le cose come avrei voluto. Ma questo vale per tutte le squadre. Per quanto riguarda noi, sono incognite che avrei voluto evitare. Prima della sosta abbiamo fatto una bella partita col Napoli: avrei voluto avere una settimana tipo per lavorare sulla testa dei giocatori e valutare le condizioni. Per quanto riguarda l'avversario, è una squadra che ha vinto col Milan e col Bologna e perso due partite con squadre sulla carta inferiori. Se noi non facciamo la partita con intelligenza, loro hanno giocatori importanti che ti possono punire: Lasagna che è nel giro della Nazionale, De Paul che è nel mirino delle squadre top, Okaka che conosco bene ed è un grande giocatore. Se pensiamo di poter andare all'arma bianca senza pensare alle due fasi di gioco rischiamo". Ancora il tecnico: "E' una partita che va affrontata con intelligenza ed equilibrio; bisogna avere rispetto dell'avversario, vedere i pericoli, non attaccare scriteriatamente. Non bisogna sottovalutare le ripartenze altrui. Sono tutti concetti che abbiamo nella testa e a livello didattico è da un po' che le avremmo dovute saper fare queste cose. Invece abbiamo a volte pagato da questo punto di vista. Laxalt è arrivato ieri, ha avuto pochissimo tempo, ma sono stato chiaro con lui e con tutti sul come interpretare la gara. Spero che tutto questo basti per fare un'ottima gara". Continua Mazzarri: "Io cerco sempre di migliorare la squadra, quest'anno ci sono stati problemi oggettivi rispetto ad altre annate: chi è tornato tardi dalla Nazionale ed è arrivato in ritardo, nonostante abbiamo anticipato la preparazione, ha avuto qualche problema in più. Ma ripetere questo sembra cercare alibi. Io devo cercare di tirare fuori il 100 per cento dai miei giocatori in ogni situazione, alibi non ce ne devono essere per nessuno. I punti che abbiamo sono un po' meno di quelli che avremmo meritato, ma noi veniamo giudicati dai punti. Da adesso in poi bisogna fare bene per evitare una posizione di classifica che non piace a nessuno". Possiamo aspettarci un Torino diverso? "Io ragiono sui dati raccolti nell'ultima partita. Quando hai tanti giocatori, si rischia di dare troppa discontinuità il che è pericoloso perchè non dà certezze ai giocatori e crea confusione. La forza nostra dell'anno scorso era l'organizzazione insieme alla condizione atletica. Quest'anno non ho mai potuto dare continuità; ho dovuto tenere botta in alcune situazioni, ma in alcune partite non siamo stati bravi, capita quando non tutti sono al meglio. Con chi è rimasto a Torino ho provato a livellare la loro condizione, ma se manca il centravanti è chiaro che le prove tattiche ne risentono. Comunque i ragazzi stanno crescendo di condizione, specie chi arriva dall'infortunio. Aspetto domani per parlare con Laxalt ed altri. Avrò tre cambi a disposizione e saranno giocatori che staranno meglio atleticamente rispetto a prima". De Laurentiis ha sposato la sua linea dei cambi aggiuntivi. "Sono contento, è un presidente intelligente, peraltro ringrazio per i complimenti che mi fa spesso. Abbiamo portato le panchine a 12 giocatori, ne portiamo 22-23. Le rose sono tutte numerosissime. Si sono allargate le panchine per poi rimanere su tre cambi. Ce ne vogliono 4-5. Sono contento che un presidente finalmente lo abbia detto ad alta voce. Io penso che tutti gli allenatori siano d'accordo con me. Allungare le panchine e non aumentare i cambi ha poco senso. E' una riflessione a cui tengo tanto. Voi sapete che questa causa l'ho sempre perorata ma è rimasta in sospeso, se lo dice De Laurentiis che è un presidente importante spero non rimanga inascoltata". Lei ci sarà in panchina, Tudor no: è un vantaggio? "Sarebbe giusto che ci fosse anche lui. Dispiace sempre quando un allenatore viene squalificato. Vorrei aprire una parentesi: a volte noi allenatori vorremmo essere capiti di più. Sappiamo che c'è un'area tecnica, ma a volte uno è preso dalla partita e sconfina. Vorrei che su questo aspetto ci fosse un po' di comprensione, il quarto uomo è lì apposta, l'arbitro non dovrebbe essere distratto da queste cose. Tudor non lo conosco personalmente ma mi pare persona squisita ed equilibrata. Mi spiace non ci sia". Diversi giocatori hanno parlato di Europa. "Non sono d'accordo. Non dobbiamo cambiare modo di parlare. Il parlare è una cosa, il fare è un'altra. La ricetta giusta è pensare ad una partita alla volta e alla fine delle 38 partite, si tirano le somme. Con l'Udinese è una finale che mette tre punti in palio. Altri discorsi non valgono e lo dico io che sono da vent'anni nel calcio. Bisogna farle, le cose. Gli allenatori devono pensare a fare rendere la squadra, i giocatori devono fare vita sana e in campo andare a mille. Questi sono i fatti, le altre cose non sono per me". Ci sono a disposizione sei marcatori, immaginando Izzo e Nkoulou intoccabili, per gli altri c'è una graduatoria? "Un allenatore cerca di fare considerazioni oggettive. Una volta si marcava a uomo. Ai tempi in cui giocavo io si guardavano le punte avversarie, se ce n'era una rapida da affrontare si metteva il difensore più rapido, e così via. I nostri difensori peraltro hanno giocato sempre a quattro. Dipende sempre da cosa un allenatore vuole fare. Una difesa a quattro con i terzini bloccati è più difensiva di una difesa a tre. In fase difensiva ci sono degli adattamenti che stanno a sè. Per esempio col Napoli si difendeva a quattro e si attaccava a tre. Era una misura pensata perchè il Napoli è bravo negli spazi e non volevamo dargliene. Quando la palla però ce l'avevamo noi, uno dei terzini si alzava per fare trovare agli avversari un uomo in più a centrocampo. Sono logiche che un allenatore porta avanti con il lavoro. E quello di cui mi devo preoccupare è che i giocatori capiscano bene quello che intendo, che facciano in partita quello che si prova in settimana. Per il resto la formazione, come sempre, non ve la dico". In sala stampa si insiste: la gerarchia c'è? "Si guarda sempre l'ultima partita. Ricordatevi il girone di ritorno dell'anno scorso: quando ne mandavo in campo undici, quando facevano una bella gara al 99% venivano confermati. C'è però la variabile della settimana. Se un ragazzo si allena male va in tribuna. Perchè l'allenamento è fondamentale. Chi ha giocato bene col Napoli merita di giocare con l'Udinese, ma dipende da come si allena. Poi certo c'è anche il discorso tattico, perchè a volte ci sono degli accorgimenti da prendere in base all'avversario. Questi sono i criteri. L'allenatore deve far fare le cose, i giocatori devono pedalare e dimostrare di meritare di giocare". Come sta Falque? "E' partito titolarissimo per l'Europa League. Era uno di quelli che stavano meglio. Poi c'è stato questo incidente grave e non l'ho più potuto vedere. Ha dovuto ricominciare tutto da capo, quando il campionato era già cominciato e gli altri erano più avanti. Ma è un giocatore che conosco bene e stimo tanto. Il problema è che tutti i giocatori per tenere i novanta minuti devono stare benissimo. Lui in queste due settimane è uno di quelli che hanno lavorato bene, l'ho visto in crescita, è quasi pronto per giocare dall'inizio ma per il momento penso che sia meglio, visto che ci sono giocatori che stanno meglio nel suo ruolo, che non parta dall'inizio. E poi va considerato che lui è un attaccante, quindi bisogna capire se la squadra può sostenere un modulo più offensivo. Perchè quel che conta è vincere, non prendere imbarcate". Infine, il tecnico: "Berenguer ha avuto una distorsione alla caviglia sinistra nell'ultima partitella fatta. I dottori lo devono valutare".L'articolo LIVE! Mazzarri presenta Udinese-Torino: “Partita rischiosa se andiamo lì all’arma bianca” sembra essere il primo su Toro News.
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