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Il Grande Torino e la brillantina Brio

Ogni volta che scendevano in campo, i giocatori del Torino si presentavano pettinati come fossero appena usciti da una seduta dal parrucchiere. Soprattutto due di loro. Franco Ossola e Guglielmo Gabetto. Al punto che i tifosi torinisti dicevano che erano "pettinati al burro", tanto pareva perfetto il loro scalpo, non intaccato da alcun tipo di imperfezione. LEGGI ANCHE: Un granata chiamato Pico Guglielmo Gabetto è uno dei più grandi attaccanti di tutti i tempi. I suoi 127 gol totali vestendo la maglia granata gli valsero la conquista del quarto posto in qualità di goleador torinista di tutti i tempi. Atleta di invidiabile eleganza, il suo gioco era folle, scattante, imprevedibile, acrobatico. Negli spogliatoi era capace di rintemprare il morale dei compagni con una spontaneità d'eccezione, connaturata al suo modo di essere dentro e fuori dal campo una persona squisita ed esemplare. E i suoi capelli erano sempre pettinati. LEGGI ANCHE: Josef Fabian e quel gol che non doveva segnare Franco Ossola è un altro giocatore che non ha bisogno di presentazioni. 176 presenze per 86 reti, una capacità di gioco straordinaria, tecnica e atletica al tempo stesso. Vedere Ossola in coppia con Gabetto, il barone, era un'esperienza che nessun tifoso era capace di dimenticare. La coppia, come ben sappiamo, aveva aperto il bar Vittoria, nel centro di Torino, in via Roma, e il motto "andiamo da Gabos" rimase il pane quotidiano della gente di mondo per molti anni a venire. E anche Ossola era sempre pettinato. Proprio come Gabetto. Una coincidenza? Non proprio. LEGGI ANCHE: Chi era Lice, il campione interrotto dalla Grande Guerra La cosa era tanto più straordinaria se si pensa che dopo la partita i loro capelli restavano inscalfiti, non un rigo di pelo fuori posto come poteva accadere a Martelli, o Ballarin o Rigamonti. E allora qual era mai il segreto che voleva che le loro chiome rimanessero sempre immacolate? La risposta è una sola: la brillantina Brio. Creata da Cesare Musso, il quale si era impegnato per fornire il suo prodotto ai due attaccanti granata ogni volta che il campo li chiamava a sé. LEGGI ANCHE: Chi era il "King" del Toro Naturalmente i due giocatori dovevano citare il nome della brillantina qualora fossero stati interrogati a proposito della loro magica pettinatura. Non male come strategia di marketing. Laureato in Lingue Straniere, scrivo dall’età di undici anni. Adoro viaggiare e ricercare l’eccellenza nelle cose di tutti i giorni. Capricorno ascendente Toro, calmo e paziente e orientato all’ottimismo, scrivo nel segno di una curiosità che non conosce confini. Disclaimer: gli opinionisti ospitati da Toro News esprimono il loro pensiero indipendentemente dalla linea editoriale seguita dalla Redazione del giornale online, il quale da sempre fa del pluralismo e della libera condivisione delle opinioni un proprio tratto distintivo.L'articolo Il Grande Torino e la brillantina Brio sembra essere il primo su Toro News.

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